Avevo cosi' saputo una seconda cosa molto importante!
Che il suo pianeta nativo era poco piu' grande di una casa.
Tuttavia questo non poteva stupirmi molto.
Sapevo benissimo che, oltre ai grandi pianeti come la Terra, Giove, Marte, Venere ai quali si e' dato un nome, ce ne sono centinaia ancora che sono a volte cosi' piccoli che si arriva si' e no a vederli col telescopio.
Quando un astronomo scopre uno di questi, gli da' per nome un numero.
Lo chiama per esempio: "l'asteroide 3251".
Ho serie ragioni per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe e' l'asteroide B 612.

BENVENUTI

Scrivo da anni, forse già da quando ero nella pancia della mamma, ma ho sempre tenuto per me i miei racconti e i miei frammenti. E' tempo di tirarli fuori e di regalarvi le mie emozioni e la mia personalità che io stessa stento ancora a comprendere.

venerdì 4 marzo 2011

Ultima lettera di un'alcolista

Ho sempre vissuto con accettazione le forme impostemi dalla società. Ho assolto ai miei doveri e spesso anche di più, ho sofferto, ho amato, sono stata felice, sono morta e ritornata in vita ma ad un tratto è nato un forte bisogno in me.
Dovevo essere libera! Ma come? Finché la gente si nutrirà di giudizi la libertà non potrà vivere nelle nostre anime.
Eppure, ho riflettuto, e molte persone hanno il dono di assaporare la libertà.
Un pazzo non viene mai condannato, non sente la paura di fare la scelta sbagliata, non è frenato nel dire o nel fare qualcosa, non ha timore di essere spontaneo. Se un pazzo commette un reato gli viene concessa l'infermità mentale. Un pazzo è LIBERO!
Io non ho nessuna valida giustificazione, né nessun valido motivo per essere libera. Vorrei ricevere il dono concesso ai personaggi pirandelliani, vorrei sentore anche io il fischio del treno come Belluca, o morire come Mattia e portare i fiori alla mia tomba. Vorrei poter raggiungere i miei traguardi e non quelli che vogliono gli altri per me. E adesso il treno fischia ma per me non ha nessun particolare significato. Non ho il coraggio di dire basta come Belluca. Mi accontento, da vile quale sono, di piccoli momenti di vita tra la mia stilografica, qualche sigaretta e la bottiglia. Lentamente sento che più nulla mi inibisce, la bottiglia è ormai vuota e bevendo l'ultimo bicchiere posso finalmente dirti che ho bisogno di un tuo abbraccio.
Nonostante sia ormai ubriaca, sorge in me una riflessione: come posso essere libera e allo stesso tempo dipendere da una bottiglia? Saranno sempre e solo illusorie pause di vita. No, non è questa la soluzione. Flaconi e confezioni di medicinali fanno spazio alla bottiglia, mando giù una compressa dopo l'altra, chiudo gli occhi e finalmente sono libera.

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